Nella storia del nostro popolo, il gioco del Lotto ha vissuto e vive, ancora oggi, un ruolo d’indubbia preminenza, diventando una tradizione popolare. Nei secoli questo gioco ha subito traversie politiche, economiche, etiche e religiose che l’hanno ostacolato e insidiato e addirittura delle volte sospeso.

IL lotto comparve a Napoli nel 1682 abbinato alla elargizione di somme di denaro che venivano corrisposte ai più poveri, alle giovinette dette “Maritaggi” o “Gioco delle zitelle”, a differenza di oggi che insieme ad altri giochi si riprende gli stipendi e le pensioni degli Italiani, pigiando sulla speranza, senza alcuna garanzia dettata dalla probabilità.

Vietare i giochi, non è una mossa vincente, anzi il contrario. Nel 1861 a Napoli con l’arrivo di Garibaldi, il gioco venne abolito, creando malcontento, portando i cittadini ad una forte sommossa,  di fatti il decreto del dittatore, non fù mai applicato.  La stessa reazione si ottenne a Roma nel 1727 con Benedetto XIII, che con l’atto del 12 agosto abolì il Lotto, scomunicando tutti i giocatori anche fuori dal papato. A questo punto la probabilità fu chiamata in causa, per giustificare i giochi che non erano pericolosi, attraverso un gruppo di sapienti, ma il banco tutto ha fatto tranne che pagare in modo equo, una mossa negativa che ha dato vita alla malattia, oggi chiamata Ludopatia, più non vinci e più ci si accanisce. Il punto cruciale è qui.

La storia, pertanto, ci dimostra che nulla e nessuno ha potuto abolire il gioco del lotto e l’azzardo, né Re, papi, politici o generali, perché il gioco è nell’uomo. Il problema del gioco d’azzardo è l’iniquità, tale scompenso conduce all’accanimento al gioco, pertanto non è il gioco a creare la patologia, anzi il gioco equilibrato, porta un benefico psicofisico.

L’unico gioco più equo dei giorni nostri è la Roulette ove il banco trattiene solo il 3 % ed il 97 % ritorna ai giocatori.

Come nel passato il lotto è servito a finanziare le opere pubbliche “Beni culturali”, tanto è vero che, la fontana di Trevi fu costruita con il denaro guadagnato dallo Stato Pontificio con il gioco del lotto, anche attraverso l’aumento delle poste, per fare concorrenza a Napoli e Palermo, portando più giocatori nel proprio Stato. Altro argomento importante è che nei botteghini, nel 1800, vi erano dei consulenti chiamati Predittori i quali fornivano informazioni in materia, personaggi molto amati dal popolo.

L’identica cosa può essere fatta oggi: rendere i giochi più equi, riportare la tassa al 3%, eliminare gli eccessi, informare i cittadini e riportando alla luce il lavoro di Predittore, creando la nuova figura professionale con attestato di specializzazione, con la nuova tecnologia, “abbattendo” venditori di fumo ed altro, portando più speranza matematica.

Utilizzando le mosse giuste, è possibile trasformare un male in beneficio per tutti, attraverso la matematica, come ampiamente documentato. Questo ci dimostra quanto può essere trainate questo argomento, che se utilizzato in modo giusto, potrà essere una leva importante per raggiungere un determinato  traguardo.

Luigi Barone  

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